Qualche tempo fa
ero al lavoro e stavo intrattenendo i clienti con un'attività assai stimolante a livello cerebrale seppur ricreativa... Insomma, raccontavo una favola. Nella fattispecie, "il lupo e i sette capretti". Adoro raccontare storie, sono un drago nel cambio delle voci a seconda del personaggio per cui quella profonda e cavernosa del lupo, quel belato da vecchina per la mamma capra, quel falsetto acuto e fastidioso dei bambini (capretti)... E poi mi piace l'interazione perciò ad ogni parola faccio una domanda alla quale i clienti rispondono con entusiasmo
IO "La mamma capra va a fare la spesa e cosa compra?"
BAMBINI "Pane" "Uova" "La mia mamma compra sempre i kinder"
Peccato che l'entusiasmo si trasformi subito in delirio e la sola domanda "Cosa fecero i capretti?" provochi un onda energetica per cui ci si trova tutti a saltare sui materassi e pogare che - per i primi cinque secondi - è divertente, ma non altrettanto ristabilire l'ordine e allora sono costretta a sfoderare tutte le mie abilità persuasive per tornare al silenzio: urlo.
Avevo appena sedato l'inizio di una rissa quando la storia arriva al punto cruciale in cui il lupo bussa alla casetta e si spaccia per la mamma capra per cercare di entrare. I capretti, per chi non conoscesse questa meravigliosa storia, lo mandano al diavolo dicendo
"La nostra mamma ha la voce dolce, la tua è roca e cattiva.... " ed aggiungono con sagacia "Tu sei il lupo!"
Al che - ahimè - sorge un'altra domanda;potevo non farla, ma mi spiaceva
"Com'è la voce della vostra mamma?"
"Dolce"
E fin qui ci siamo. Tento con un'audace mossa
"E com'è la mia voce?" chiedo, temendo il peggio
"Dolce"
Bravi ragazzi. Ma non contenta voglio strafare e per giocare sull'espressività vocale/facciale domando
"E com'è la mia voce quando mi arrabbio, come è successo poco fa?"
E' un momento terribile, so che mi fustigheranno, ma devo far capire a codesti piccoli delinquenti che le voci si alterano a seconda delle emozioni e che se una maestra si arrabbia non è perchè è diventata cattiva, ma vuole far capire loro cosa è giusto o sbagliato e lo fa per il loro bene e altri bla bla bla da educatrice/futura psicologa.
E, invece, anime sante, cosa mi vanno a rispondere?
"E' sempre dolce"
Oh, mica è colpa mia se i miei alunni mi vogliono bene...






