venerdì, 28 dicembre 2007

Qualche tempo fa

ero al lavoro e stavo intrattenendo i clienti con un'attività assai stimolante a livello cerebrale seppur ricreativa... Insomma, raccontavo una favola. Nella fattispecie, "il lupo e i sette capretti". Adoro raccontare storie, sono un drago nel cambio delle voci a seconda del personaggio per cui quella profonda e cavernosa del lupo, quel belato da vecchina per la mamma capra, quel falsetto acuto e fastidioso dei bambini (capretti)... E poi mi piace l'interazione perciò ad ogni parola faccio una domanda alla quale i clienti rispondono con entusiasmo

IO "La mamma capra va a fare la spesa e cosa compra?"

BAMBINI "Pane" "Uova" "La mia mamma compra sempre i kinder"

Peccato che l'entusiasmo si trasformi subito in delirio e la sola domanda "Cosa fecero i capretti?"  provochi un onda energetica per cui ci si trova tutti a saltare sui materassi e pogare che - per i primi cinque secondi - è divertente, ma non altrettanto ristabilire l'ordine e allora sono costretta a sfoderare tutte le mie abilità persuasive per tornare al silenzio: urlo.

Avevo appena sedato l'inizio di una rissa quando la storia arriva al punto cruciale in cui il lupo bussa alla casetta e si spaccia per la mamma capra per cercare di entrare. I capretti, per chi non conoscesse questa meravigliosa storia, lo mandano al diavolo dicendo

"La nostra mamma ha la voce dolce, la tua è roca e cattiva.... " ed aggiungono con sagacia "Tu sei il lupo!"

Al che - ahimè - sorge un'altra domanda;potevo non farla, ma mi spiaceva

"Com'è la voce della vostra mamma?"

"Dolce"

E fin qui ci siamo. Tento con un'audace mossa

"E com'è la mia voce?" chiedo, temendo il peggio

"Dolce"

Bravi ragazzi. Ma non contenta voglio strafare e per giocare sull'espressività vocale/facciale domando

"E com'è la mia voce quando mi arrabbio, come è successo poco fa?"

 E' un momento terribile, so che mi fustigheranno, ma devo far capire a codesti piccoli delinquenti che le voci si alterano a seconda delle emozioni e che se una maestra si arrabbia non è perchè è diventata cattiva, ma vuole far capire loro cosa è giusto o sbagliato e lo fa per il loro bene e altri bla bla bla da educatrice/futura psicologa.

E, invece, anime sante, cosa mi vanno a rispondere?

"E' sempre dolce"

Oh, mica è colpa mia se i miei alunni mi vogliono bene...

postato da: DolceOssessione alle ore 21:16 | Permalink | commenti (4)
categoria:lavoro