Questo blog,
come ormai l'altro, sta degenerando. Scrivo poco e banalità imbarazzanti, voi commentate poco - giustamente - ed è solo perchè soffro di grafomania cronica che mi ostino a digitare sulla tastiera perennemente impolverata
Preferite - più che giustamente - uscire coi vostri morosi, vivere la vostra vita sociale, svolgere il vostro lavoro e/o dedicarvi ai vostri studi.
Allora, io morosi non ne ho e va bene; è un dato di fatto a cui, presto o tardi, ci si abitua ed è meno difficile di quanto si immagini. La mia vita sociale si limita a un'uscita al sabato sera con la mia compagnia di sempre che va benissimo se non non ci uscirei insieme e qualche bevuta o pizza durante la settimana, più rara che un milanese in piazza del Duomo. I miei studi sono più lenti della mia vita sentimentale che è tutto dire e se non sostengo al più presto gli ultimi esami mi tiro un calcio in culo da sola. Ma in realtà è la vostra vita sentimentale che mi sta sul cazzo perchè tutti oscillano tra l'essere single e l'avere un partner dolcissimo e speciale e così via e io oscillo tra l'essere single e starcimale e l'essere single e starci meno male. Quando avete una vita sentimentale, al 90% sparite. PUFF, volatilizzati nel nulla. Non esistono gli amici e la discoteca del mercoledì o le lezioni di chitarra vengono abolite, spesso perchè il vostro ragazzo non vuole. Giusto, sicuramente è meglio una sana trombata o un pomeriggio di coccole o di vasche per il centro e, alle volte, mi chiedo se ne sarei capace. Non tanto riferito al sesso perchè ormai sapete che siamo estranei, ma perchè ormai sono altrettanto sfiduciata nei confronti del resto che quasi è meglio così... vivrei nell'incubo che la storia finirà e, come è sempre successo, finirà davvero primadi iniziare. Torno a casa da Milano dopo essermi smazzata i clienti più esigenti prima e dopo l'ora di pranzo, essermi curata della loro salute psicofisica e averli riportati sani e salvi a casa tramite pullmino stile rally in cui per poco non vomito. Sono a casa alle cinque e mezza e sono così stanca (sarà l'età) che penso solo a mangiare e dormire e di uscire non se ne parla quasi - anche perchè il mio telefono è spesso muto come un pesce all'amo.
Detto questo, quando sono sull'autobus del ritorno e penso alla giornata trascorsa, mi viene da sorridere e penso che, in quello in cui riesco bene e in quello che ho ancora da imparare. ho fatto il lavoro dei miei sogni. E vi giuro che delle coppiette che si coccolano e le trombate che tutte le mie amiche si fanno non me ne frega più niente. Perchè, almeno qui, la fortunata sono io.






